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Gli ultimi lavori di Itala Gasparini sembrano essere debitori alla teoria dell'arte astratta delle avanguardie di inizio secolo. Nell'evoluzione pittorica dell'artista, dalla rappresentazione di paesaggi o architetture in cui le linee di forza e i principali elementi compositivi sono sottolineati dal colore, si passa a una semplificazione estrema delle forme, che porta progressivamente all'astrazione geometrica. Tuttavia, l'uso di superfici piatte di colore uniforme, talvolta percorse da sfumature delicate già visibili in alcuni lavori precedenti, costituisce un elemento costante tra la produzione precedente e queste nuove prove.
Queste ultime opere sono comunque da leggersi alla luce dell'intenzione radicale di allontanarsi da una lettura naturalistica e illusionista del dato sensibile (che sia paesaggio o natura morta). Questo é già in parte enunciato dall'uso personale del colore nella produzione precedente, che, non riferendosi più all'oggetto, assume una funzione puramente espressionista.
Se in alcuni lavori é ancora evidente il riferimento al dato naturale in altri la geometrizzazione é spinta all'estremo, senza tuttavia lasciare spazio a una semplificazione minimalista.
Il punto di partenza é spesso il quadrato, deformato, messo in movimento in vortici o onde, ma sostanzialmente organizzato secondo una composizione rigorosa a forma di griglia. Anche la gamma dei colori, da calda e morbida, si fa via via più acida e satura e tradisce una tendenza verso tinte più metalliche, ottenute per sovrapposizione di più piani di colore e forme o per complementarità di piani successivi.
Alla base di questi ultimi lavori c'é il fascino per un certo tipo di estetica che si trova all'incrocio tra la computer art, la grafica digitale e l'editing. Questo approccio all'astrazione ha rinnovato fortemente, da una trentina d'anni a questa parte, la pittura astratta, dopo l'avventura spirituale e sperimentale di inizio secolo, l'informale degli anni Cinquanta e l'astrazione minimalista delle Neo Avanguardie.
Il pixel, da elemento costituente dell'immagine, diventa modulo di partenza per la composizione di queste ultime prove, formandone la base. Il computer, che già da diversi anni viene utilizzato da Itala Gasparini nella fase preparatoria dei suoi lavori su tela, diventa qui vero e proprio strumento non solo di sperimentazione, ma anche di realizzazione. Sostituendosi al pennello, come una « protesi mentale », permette distorsioni, elaborazioni, effetti speciali, altrimenti impossibili con i metodi tradizionali

Stefania Meazza 2014

IL SENSO DI ITALA PER LA NEVE 

Itala Gasparini sviluppa con le presenti opere un tema caro alla pittura classica, anche se non così noto al grande pubblico: la rappresentazione dell’inverno. Nella tradizionale pittura da cavalletto a trionfare è il paesaggio estivo o primaverile: la sua ricchezza e abbondanza vegetali, comuni in una visione della natura tipicamente contadina (durante la primavera e l’estate i contadini raccolgono i frutti del loro duro lavoro, dal grano agli ortaggi, alla frutta, per ciò questa parte dell’anno è da sempre considerata la più ricca e in assoluto la migliore dell’anno) è divenuto ormai un frusto motivo decorativo. I colori dominanti sono naturalmente il grigio e il bianco, ma sempre accompagnati da tinte più forti e squillanti: rossi, arancioni, gialli, che sono la vera e propria firma della Gasparini. Lungi da una rappresentazione fotografica del paesaggio invernale, queste vedute non hanno nulla della pittura veristica di matrice impressionista: con l’uso di colori anti-naturalistici, di linee di forza che si susseguono nelle inquadrature, di forme stilizzate e di campiture piatte di colore, esse non vogliono essere una finestra sulla natura in letargo in questo periodo dell’anno, ma intendono rendere visibile l’atmosfera sottesa a certi luoghi, cari all’autrice. Itala Gasparini indugia quindi su queste visioni idilliache, quasi fiabesche: paesini adagiati ai piedi di montagne troneggianti, casette immerse in prati immacolati, come se affiorassero dai ricordi di un tempo lontano. Si tratta di riferimenti alla sua autobiografia, a luoghi – spesso esplicitati nei titoli – “cari all’anima”, dove l’artista ha conosciuto momenti di pace e di gioia. Anche la città non è esclusa da questa atmosfera magica, e non si tratta di una città qualunque, ma di Milano, omaggiata dalla presenza degli inconfondibili tram arancione, come se l’artista volesse invitare lo spettatore ad una visione incantata, in grado di nobilitare quelle strade, quelle case, quegli scorci così quotidiani che nemmeno più riusciamo a notare. Indiscussa protagonista di questi paesaggi è la neve, grazie alla quale tutto è impreziosito e immerso nella magia. Osservando queste opere, siamo colpiti dalla sua presenza tattile, dalla sua morbidezza solo suggerita, dal suo senso del silenzio. Anche in città, la neve è qualcosa di estremamente affascinante, un elemento che avvolge i sensi e attutisce la crudezza, il grigiore, la naturale malinconia dell’inverno. Gli alberi spogli che tendono i loro rami secchi al cielo bianco non sono le tristi spoglie della lussureggiante vegetazione estivale, ma un sostegno alla bianca coltre, che più che raffreddare avvolge in un caldo abbraccio. L’artista non indugia nelle sue opere a tanto intellettualismo e concettualismo presente nella pittura contemporanea: non c’è in questi dipinti la pretesa ad alcun riferimento metafisico. Tutti gli elementi per capire, apprezzare, amare o rifiutare queste opere sono dispiegati davanti ai nostri occhi. Grazie a questi strumenti siamo in grado di leggere ed immaginare quello che la nostra mente ci suggerisce.  

Stefania Meazza, Milano2006

scrive di lei Ermanno Sagliani:
"E' architetto milanese formatasi in campo artistico all'Accademia di Brera, dotata di spiccata sensibilità creativa.
L'artista ha maturato un evoluzione del proprio iniziale linguaggio espressivo affermandosi in numerose mostre e concorsi d'arte con composizioni a compiture di colori intensi, grafiche e chiarezza d'evidente enunciazione.
Il celebre ed eclettico Gianfilippo Usellini affermò nel 1968 che Itala Gasparini "disegna con spiccato talento costruttivo...figure di luce e colore".
Milano 2006

La ricchezza di un pittore non è data, a mio avviso, dalla opulenza delle tinte, dalla quantità di colore aggrumato sulla tela, dalla capacità di giocare con sfumature e velature. La ricchezza è del linguaggio. E la Gasparini è ricca del gusto, dell'indubbia sensibilità cromatica, della capacità di comunicare
Beppe Palomba, Amalfi 2005

Luce e colore nell’opera di Itala Gasparini sono i proptagonisti. E’ opera di metafisica bellezza, dai contorni fluidi con accostamenti forti e squillanti che sono l’essenza dell’intero racconto con forti richiami introspettivi della natura umana. Nel dinamico equilibrio tra l’introspettivo e l’onirico l’artista sa cogliere i ricordi, gli affetti. I tratti decisi di contorno definiscono con forza architettura e natura e permettono e danno una risposta a quel “personale passato”

Lidia Silanos, Milano 2004

La pittura di Itala Gasparini si sviluppa lungo una grammatica compositiva di sicura stilizzazione. Nascono, così, opere di sintetico e dinamico equilibrio fra immagine ed astrazione. Il colore, luminoso ed intenso, pone in risalto le superfici. La sua composizione strutturata in una musicale asimmetria percettiva, è di energico impatto visivo e di vitale espressione.

Giuseppe Martucci, Milano 2001  

Protagonista, nei quadri di Itala Gasparini, è il colore: rossi, gialli, arancioni si rincorrono accompagnati da tinte più fredde e rappresentano il vortice della vita, la serenità di un tramonto estivo, lo stupore di fronte allo splendido spettacolo della natura.Il pennello di Itala Gasparini sa cogliere i ricordi così come ce li restituisce la mente, slegati, paradossali, incredibili, e con tratto deciso e quasi geometrico, li traspone sulla tela

Stefania Meazza, Milano, 2000 

“……La mostra propone soprattutto paesaggi, vedute che vanno lette,come ricordi di viaggi e che si collocano al di là di una figurazione banalmente oleografica grazie ad un’attenzione speciale nei confronti della lezione delle Avanguardie. I colori sono stesi puri e piatti alla maniera dei Fauves, in particolare di Matisse. Inoltre la composizione si presenta stilizzata, essenziale, portata ai confini dell’astrazione…..…….ma nei dipinti della Gasparini, oltre alle montagne e alle marine, interpretate secondo un decorativismo squisito, ridotte a motivi arabeschi e a rapporti spaziali, compaiono vedute di città: ad esempio la cattedrale di Chartres, evocata nella luce soffusa e violacea del tramonto e scorci di Praga, città magica per antonomasia.In effetti Itala Gasparini ci proietta in un mondo del tutto interiore in cui il ricordo della realtà diviene puro pretesto formale”

Gabriele Turola, Ferrara, maggio 2000 

“…….riesce a rendere, con semplicità di mezzi, la forza o la tenerezza di un viso, dove leggeri tocchi fanno apparire qua e là luminosi riflessi.Una costante domina nei disegni di Itala Gasparini: la figura e l’accento proprio che essa v’imprime; originale fusione di educazione artistica e di spontaneità, dove ombre diventano colore e si dissolvono in una luce vaporosa”

Angela Tagliabue, Milano 1972

Itala Gasparini ripropone la lezione dei maestri in una ricerca espressiva sincera con immediatezza di linguaggio rielaborato sì da brillare di luce propria. Valori pittorici e strutturali, architettura di forme, immagini di un discorso rigorosamente plastico in uno spartito di colore ricco e vario”

Comitato organizzatore Premio Segnate, San Giacomo delle Segnate 1969

Itala Gasparini rivela una personalità viva e attenta che segue attivamente le ricerche dell’arte contemporanea e la sua tavolozza è piacevole, vivace e luminosa

Bruno Freddi, Suzzara 1969

Itala Gasparini propone un tipo di pittura vivace e luminosa, un mondo reale ma sereno dal quale pare esulare ogni sintomo di tragedia e di dissacrazione.
Un mondo visto da una personalità equilibrata e solida, da un angolo visuale schietto e privo di inibizioni. Quel tanto di delicatezza che contraddistingue sempre la creazione femminile, si unisce in questo caso ad una robusta capacità compositiva. Le sue tele sono dominate dal rosso e dal giallo, ma non il rosso sanguigno né il giallo marcescente autunnale, bensì due colori splendenti, direi addirittura primaverili, che fanno di ogni quadro una contenuta esplosione di luce”

Salvatore Fangareggi, Mantova 1968

Itala Gasparini espone figure, fiori; dipinge con effetti di luce contrastanti ed efficaci; nelle figure disegna con spiccato talento costruttivo.Le sue figure sono essenzialmente luce e colore.
Luce e colore sono altresì il parametro attraverso cui si sviluppa l’intera pittura estesa all’indagine della natura umana”

Gianfilippo Usellini, Gonzaga 1968